chez moi

...è che cerco un luogo dove appoggiare la nostalgia del lungo esilio...
venerdì, 22 agosto 2008



postato da: lamarinella alle ore 15:46 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie:
venerdì, 22 agosto 2008



postato da: lamarinella alle ore 00:05 | link | commenti | commenti
categorie:
domenica, 13 luglio 2008

IL BUCATO DIVENTA ARTE ?


Prendo spunto da un piccolo articolo di Repubblica qui per fare una brevissima riflessione senza nessuna pretesa sulla continua evoluzione del concetto di arte.
Sembra che sempre di più arte si fonda e confonda con il gesto, con l'accadere, sempre più diventa vita che si mostra e meno vita che tende ad oltrepassarsi.
L'arte mette in scena il gesto quotidiano, a volte con idee fresche e ironiche, come in questo caso per esempio quasi a sottintendere l'invito a lavare i panni sporchi in piazza, togliere la maschera ad un'ipocrisia borghese consolidata, eppure non si discosta dal voyerismo dei reality shows, rimane lì, forse, anzi sicuramente, meno cialtrona, ma fruga nella quotidianità con la stessa morbosità di questi e non va oltre.
Non riesce a dirmi niente di più di me, del mondo e dell'esistenza, rimane lì, non riesce a trasportarmi oltre, non attraverso la parte oscura, il mistero, non mi muove, non mi commuove, tutt'al più mi strappa un tiepido sorriso e mi lascia lì a cercare ansiosa ancora un po' di quel bello che sa stare sopra tutti i tempi, che rapisce, che soggioga, che angoscia e poi acquieta in un climax quasi erotico, che è ciò che chiedo all'arte e ciò che tanta arte mi ha dato e per fortuna ancora mi dà.
Ma se io chiamo arte questa come chiamo le opere di Caravaggio, Rothko o Burri o ......?????
Come diceva Moretti...."Ma come parli?...Le parole sono importanti!!! AAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!"



postato da: lamarinella alle ore 11:58 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 28 maggio 2008

28 maggio 1974

...siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno...finisce così  il viaggio nella memoria di quegli anni di bombe e resistenza...un attore, tre musicisti hanno ripercorso la strage di Piazza della Loggia, Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Peppino Impastato ... una grande scopa ..."bisogna pulire c'è una macchia la togliamo tutto deve tornare come prima come prima meglio di prima". Che nessuno indugi nel pianto nel ricordo nella pietà per i morti per i sopravvissuti per gli scampati, che i nomi siano seppelliti insieme ai miseri brandelli di corpi sfigurati perché non abbiano più nulla da dire. Siamo in Piazza della Loggia, sempre meno, ogni anno di meno e siamo quelli che non hanno così bisogno di ricordare o di sapere ciò che mai si verrà a sapere. Siamo ancora quelli con il cuore di simboli pieno. Siamo quelli che ci accompagnano i morti. E no, non siamo tristi. Siamo solo sempre di meno. Ma ci riconosciamo dal profumo, ci riconosciamo anche dietro il vestito di silenzio che siamo costretti ad indossare ogni giorno nei nostri luoghi di lavoro e di studio, anche oggi, quando tutto è perduto. E' il colore di una parola, il richiamo ad una canzone, l'abbraccio degli sguardi e l'interrogativo istantaneo "ma allora...". C'è qualcosa nella ribellione  che si fa decifrare anche in esilio, e che scalda. Fosse solo il caldo delle lacrime. Ci siamo ancora. Giulietta Clementina Livia Euplo Luigi Bartolomeo Alberto Vittorio ...
postato da: lamarinella alle ore 22:40 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
lunedì, 12 maggio 2008

...non ho parole...

...solo una canzone...

postato da: lamarinella alle ore 20:38 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 07 maggio 2008

sera di primavera


fedegalizia














Percorro i vicoli di quella che solo ora è la mia città:
fitta ragnatela tra cuore e cuore.
Lasciato per sempre alle spalle il  futuro.
Sto qui.
Con una ciliegia gonfia in petto
che crocchia sotto i denti di una piccola gioia,
e quel pensiero che
tu mi hai solo sfiorato e desiderato
e mai mi hai voluto
ora mi apre la bocca
in un sorriso di compassione.
Per te.
Salgo le scale,
e sono da me.

chezmoi
postato da: lamarinella alle ore 22:58 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
giovedì, 24 aprile 2008

25 APRILE ... FORME DI RESISTENZA CONTEMPORANEA

etichetta
Girellando nel Web mi imbatto in questa etichetta... Mitica!!!!
postato da: lamarinella alle ore 13:45 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie:
giovedì, 24 aprile 2008

Una stanza tutta per sé


Le mie tre sorelle stanno sedute 
su rocce di nera ossidiana 
In questa luce, per la prima volta, riesco a vedere chi sono. 
La prima sta cucendo il costume per la processione. 
Si vestirà da Dama Trasparente 
tutti i nervi allo scoperto. 
La seconda sta anche lei cucendo. 
Quella cucitura sul cuore che non si è mai del tutto cicatrizzata. 
Cederà alla fine quella tensione nel petto, lei spera. 
La terza fissa lo sguardo 
sulla cresta dell'onda rosso-scura, lontano. 
Le sue calze sono tutte strappi ma lei è bella. 

Adrienne Rich  (1969)

Respiro.
Lo sguardo spazia nella mia solitudine accarezzandone la bellezza, la possibilità.
Son tornata a me, per me.
Mi comprerò rose bianche e margherite
da mettere nel piccolo vaso di vetro trasparente
proprio lì sul tavolo, vicino alla candela profumata.
E' tutto qui.
E ci sono io.
Con tutte le mie sorelle.
postato da: lamarinella alle ore 13:02 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 27 febbraio 2008

come blanche...come marie...


blanchemarie


Ciò che resta è il dato di realtà. Spogliato. Nudo. E il pudore di questa nudità così cruda che quasi sanguina. E il pudore è quasi vergogna, e vorresti nasconderti come un AdamoedEva cacciati. E arriva puntuale la lama di fuoco dell'angelo vendicatore. Sì. C'è un momento in cui l'aver amato diviene una colpa. Dov'è la redenzione? E cosa e chi mi salverà dal peccato?
Quando tutto è diventato così sporco, così sporco,  così sporcocosì sporcocosì sporcocosì sporcocosì sporco....
Dove ti sei lanciata Marie?
Hai scelto la strada da dove non si ritorna, il vicolo cieco che non conduce a nulla se non ad una tomba di ghiaccio e sotto il ghiaccio non si distingue il morto e sotto il ghiaccio tutti i morti per la magia di una radiazione violetta e misteriosa. Il paesaggio si è spostato, la collina che si raggiungeva attraversando la striscia calda e morbida della camomilla in fiore è molto più in là, hai guardato la cartolina, per anni, carica di nostalgia, affaticata dall'esilio, accecata dall'esilio. Credere è una colpa. Amare è una colpa. Dove ti sei lanciata Marie? Non c'è nessun Nome. Avevi sparso fiori sui vestiti  del lutto ed eri uscita per farti guardare, e per guardare e per giocare che c'era un posto dove stare, che c'era casa da abitare, che c'era poesia ad ingannare la vita che vive. E come Blanche, il piccolo torso sul carretto di legno, cerchi il filo,i collegamenti tra la luce violetta e l'omicidio e la persistenza dell'arto amputato. E come Blanche caduta dal carretto strisci fino alla cucina a preparare una colazione, ancora piena di un incomprensibile amore.
postato da: lamarinella alle ore 09:45 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 20 febbraio 2008

Un'altra casa...

Ancora un'altra casa, altre vie, altri visi, altre lingue, da imparare, da conoscere e da riconoscere.

Addio. Per sempre. Non potrò mai dimenticare. Non voglio proprio, dimenticare.

E' morto, mani pietose hanno steso il velo e vere lacrime hanno lavato il corpo, ma nell'omelia funebre nessun ha detto che era buono, perché non lo era.

E di nuovo cambio casa
Di nuovo cambiano le cose
Di nuovo cambio luna e quartiere
Come cambia l'orizzonte, il tempo, il modo di vedere
Cambio posto e chiedo scusa
Ma qui non c'è nessuno come me.

E stasera sera do a lavare
Il mio vestito per l'amore
Cambio donna e cambio umore stasera
E stasera voglio uscire
Che mi facciano parlare
Voglio ridere e voglio bere
Io stasera cambio amore
È tutto qui.

Ma sapere dove andare
È come sapere cosa dire
Come sapere dove mettere le mani
E io non so nemmeno se ho capito
Quando t'ho perduta
Qui fioriscono le rose
Ma dentro casa è inverno e fuori no.

E vendo casa per un motore
La soluzione è la migliore
Un motore certamente può tirare
La mia fantasia un po' danneggiata
E da troppo parcheggiata
E poi cambiare casa
Come cambiano le cose così.

E gira, gira e gira, gira
Si torna ancora in primavera
E mi trova che non ho concluso niente
Io l'amore l'avevo in mente
Ma ho conosciuto solo gente
E posso solo andare avanti
Fintanto che nessuno è come me.

E gira, gira e gira, gira
Si torna ancora in primavera
E scopro che non ho capito niente
E allora io stasera do a lavare
Il mio vestito per l'amore
Cambio donna e cambio umore
Cambio numero e quartiere
Fintanto che nessuno è come me.

Ivano Fossati


postato da: lamarinella alle ore 23:29 | link | commenti | commenti
categorie: