chez moi

...è che cerco un luogo dove appoggiare la nostalgia del lungo esilio...
lunedì, 31 dicembre 2007

Ci risiamo. Un'altra fine dell'anno. Lo si voglia o no viene da fare bilanci e proiezioni per il futuro. Una specie di crocevia. E' stato un anno, quello passato, che potrei benissimo racchiudere nella frase di una canzone che mi piace molto e sconosciuta ai più...angelo è un disperato ribelle, non sa dove andare ma andrebbe; in tasca non ha corone di stelle, ma se le avesse te le regalerebbe... Ho la netta sensazione che anche il prossimo sia di questo tipo, perché sono così io, a prescindere dagli anni che passano e dalle esperienze fatte. Non aver trovato dove restare e dove tornare. Inoltre guardo fuori di me, in quell'alterità che mi compenetra e con cui confliggo ogni secondo dell'esistenza e ciò che vedo non fa che aumentare il senso di malinconia e di nostalgia e di grande pietà...oppure, come diceva Vittorini, furore per il genere umano perduto...è quello che sento e che mi porta a chiudermi come una castagna in un riccio. So che non è paura, ho un po' di anni sulle spalle e poco da perdere, quasi nulla, non è paura, è stare in qualcosa dove non trovi corrispondenze, dove non riconosci nessuno e dove nessuno ti riconosce, un'estraneità ripetuta in ogni gesto quotidiano e la voglia di fuggire via. I sogni lasciati uscire solo al buio come scarafaggi e alle prime luci riposti nelle loro piccole tane. Il camminare quasi furtivo per le vie delle città, rasentando i muri, cercare il gesto rapido che inganni il diaframma, venire mossi nella foto. Un potere raccapricciante si sta impossessando delle nostre esistenze da tempo e contro il quale sembra efficace solo lo strisciare via, non farsi prendere, non farsi trovare. Non è paranoia, no. Un potere invisibile, incorporeo, autoreferenziale, vampiro insaziabile che nulla ha a che vedere coi piccoli ras locali, idioti burattini di burattini. Un potere che ha bisogno di nutrirsi di morte e che morte sparge, che toglie il corpo al mondo. Gli toglie amore. Non mi metterò a predicare il verbo negli angoli delle piazze, perché ciò che grida è orizzontale, come ogni cosa ormai che vaga nella superficie sovraffollata delle idee. Voglio stare nello spazio dell'aurora dove si incontrano nell'affermazione delle proprie differenze luce ed oscurità, è lì che sto ormai da tempo, sospesa come un funambolo, ma è lì il solo posto dove esiste la possibilità, la cifra dell'umano. Essere consapevoli toglie la paura ma non dà felicità. Scorrerà anche il prossimo tempo come un fiume e io dentro scorro senza domande prima ancora che senza risposte. Attenta a scoprire chi, tra l'inferno dei cadaveri ben vestiti e truccati trascinati dalla corrente, espone la propria nudità alle intemperie e mostra la bocca in un sottile sorriso e gli occhi pieni di lacrime e una parola che vuol dire ciò che dice. Buon tempo
postato da: lamarinella alle ore 01:32 | link | commenti | commenti
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venerdì, 21 dicembre 2007

L'esibizionismo della propria, solo presunta, luminosità intellettuale e morale dilaga. Mi avvilisce specie considerando quanto è "vincente" in questo mondo di nani e ballerine.
E' ciò che urla, che valica il silenzio sobrio e che non parla di nulla che tutti vedono e aldilà non sanno andare.
Nessuno cammina in punta di piedi sui giardini fioriti, ognuno si sente autorizzato a concimare il terreno perché la propria merda è l'unica che ha valore.
...una sensazione di nausea infinita....
...Mi fa male il mondo...come cantava quel genio di Gaber...
E' il mondo come una bancarella di paccottiglia cinese...tante persone sono gondole di plastica con le lucine appoggiate su un centrino sopra la tv o enormi bambole spagnole sedute a gambe larghe su copriletti fatti a mano all'uncinetto ... non gli importa davvero di come stai eppure te lo chiedono, non gliene frega nulla di te ma con gli occhi sgranati e la voce preoccupata ti chiedono ma stai bene? e poi è tanto che non ci vediamo ma stai bene? quasi fosse impossibile immaginare che tu possa stare bene senza godere della loro presenza e invece anche il solo vederle ti dà quel senso sottile di nausea che fa fatica a scomparire anche quando van via...piccoli insignificanti esseri convinti di essere meravigliose creature...
saluti dal post nauseato...vado in bagno mi scappa il natale e le feste...
postato da: lamarinella alle ore 13:33 | link | commenti | commenti
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