
Ciò che resta è il dato di realtà. Spogliato. Nudo. E il pudore di questa nudità così cruda che quasi sanguina. E il pudore è quasi vergogna, e vorresti nasconderti come un AdamoedEva cacciati. E arriva puntuale la lama di fuoco dell'angelo vendicatore. Sì. C'è un momento in cui l'aver amato diviene una colpa. Dov'è la redenzione? E cosa e chi mi salverà dal peccato?
Quando tutto è diventato
così sporco, così sporco, così sporco,
così sporco,
così sporco,
così sporco,
così sporco....
Dove ti sei lanciata Marie?
Hai scelto la strada da dove non si ritorna, il vicolo cieco che non conduce a nulla se non ad una tomba di ghiaccio e sotto il ghiaccio non si distingue il morto e sotto il ghiaccio tutti i morti per la magia di una radiazione violetta e misteriosa. Il paesaggio si è spostato, la collina che si raggiungeva attraversando la striscia calda e morbida della camomilla in fiore è molto più in là, hai guardato la cartolina, per anni, carica di nostalgia, affaticata dall'esilio, accecata dall'esilio. Credere è una colpa. Amare è una colpa. Dove ti sei lanciata Marie? Non c'è nessun Nome. Avevi sparso fiori sui vestiti del lutto ed eri uscita per farti guardare, e per guardare e per giocare che c'era un posto dove stare, che c'era casa da abitare, che c'era poesia ad ingannare la vita che vive. E come Blanche, il piccolo torso sul carretto di legno, cerchi il filo,i collegamenti tra la luce violetta e l'omicidio e la persistenza dell'arto amputato. E come Blanche caduta dal carretto strisci fino alla cucina a preparare una colazione, ancora piena di un incomprensibile amore.